La storia, il nome

L'idea de L'8 C nasce tanto tempo fa quando Bernardo era solo un ragazzino e lavorava in una macelleria di Milano. Tutte le mattine consegnava la carne ai migliori ristoranti della Milano di allora e pedalando per le vie della città cresceva nel suo cuore il desiderio di avere un giorno un ristorante tutto suo. Un sogno che si è realizzato nel settembre 2014. La filosofia di questo posto speciale è la cura per ogni dettaglio, del cibo in primis ma anche del locale e della parte enoteca, cercando sempre di soddisfare i nostri ospiti e pensare cosa ci aspetteremmo noi al loro posto.
Dare un nome ad un locale non è per niente facile. Dopo innumerevoli ''strane idee'' abbiamo deciso per L'8 C. Quando abbiamo costruito il complesso artigianale, dove poi è nata la nuova sede Mondoflex e il ristorante (che trovate nello stesso stabile), il polo è stato suddiviso in tre lotti, il lotto A, il lotto B ed il lotto C. Da qui l'idea di trasformare lotto C in L'8 C. Tutto qui. Poco romantico ma coerente con il suo carattere ''industriale''.

 
 

Lo chef

Alan Foglieni, classe 1981, approda nelle cucine all'età di 19 anni dopo essersi dedicato a studi di tutt'altro settore e conscio del fatto che la sua vera vocazione è quella di diventare un cuoco.
Inizia quindi a farsi le ossa lavorando per alcuni anni in locali di cucina tradizionale in diverse località tra cui Bergamo, Grosseto e Amsterdam; esperienze che lo rendono sempre più affascinato dal mondo della ristorazione e dalla vita del cuoco.
La vera svolta arriva con il diploma di "Cuoco Professionista" conseguito a Parma presso Alma, la scuola internazionale di cucina italiana, sotto la supervisione del Rettore Gualtiero Marchesi.
Da qui parte un vero percorso che lo vede presente nelle cucine di grandi cuochi come Paolo Lopriore ai tempi della "Certosa di Maggiano" a Siena e Riccardo de Prà al "Dolada"di Belluno.
La gavetta continua all'estero, ancora ad Amsterdam, questa volta nella grande cucina dello Chef Jean Jacques Meanteau presso "Hotel De L'Europe *****L".
"E' stata una tappa fondamentale del mio percorso, ho avuto modo di imparare le basi della cucina classica francese e l'organizzazione di una grande brigata, eravamo più di trenta cuochi. Ho appreso il rigore e la serietà del servizio, che era impeccabile in ogni istante della giornata."
Dopo questa immensa esperienza decide di ritornare in Italia, e lavora come capopartita presso due importanti ristoranti stellati della bergamasca: L'Osteria della Brughiera dallo Chef Paolo Benigni e L'Anteprima dallo Chef Daniel Facen.
Nell'anno 2010 Alan si presenta ad un colloquio a Milano e con suo grande stupore si trova davanti il grande Chef Moreno Cedroni, che sta aprendo la versione milanese del suo ristorante "Clandestino" all'interno di Maison Moschino. Passata la selezione viene assunto come sous-chef, ruolo che coprirà per tutti i due anni di apertura del locale.
"Conoscere Moreno Cedroni ed aver avuto la fortuna di poter eseguire i suoi piatti è stato altamente formativo. Il suo stile, il suo approccio al cibo e alla cucina sono stati per me illuminanti. Non potrò mai dimenticarlo."
Finalmente arriva il momento di mettere in pratica tutto ciò che ha appreso nel corso degli anni ed eccolo ai fornelli della sua prima cucina, quella del neonato ristorante "Lupo Bistronomia" a Milano, a due passi dal Duomo. Nel primo anno di apertura la "Bistronomia" entra a far parte di alcune guide gastronomiche nazionali e si aggiudica il secondo posto nella categoria "Ristoranti Creativi Emergenti" secondo il Corriere della Sera.
Dopo questa esperienza Alan decide di farne un'altra all'estero, questa volta per portare la sua idea di cucina ed apprendere il management di realtà più vaste. Eccolo quindi a dirigere le cucine del "Roberto Cavalli Caffè" in Medio Oriente, prima nella location di Beirut, in Libani e dopo in quella di Kuwait City.
"Ho avuto modo di gestire grandi cucine con personale multietnico, dalle 25 alle 30 unità, e apprendere quelle che sono le procedure che si devono seguire per ottimizzare al meglio il lavoro e riuscire a mantenere costanti gli elevati standard qualitativi imposti dal marchio di lusso Roberto Cavalli."
Il 2014 vede il ritorno di Alan nella sua Bergamo, questa volta impegnato nell'apertura e avviamento dell'Enobistrot "Al Carroponte", locale che ottiene subito un ottimo riscontro da parte del pubblico e della critica.
Dall'anno 2016 Alan Foglieni, affiancato dalla sua compagna e sous-chef Nafije Dizdari, è in carica della cucina del Ristorante "L'8C"

 
Ph: Federico Buscarino

Il Menu

''il mio ingrediente segreto è l'amore:"

Per il mio lavoro, per il cibo e per le cose belle, buone e semplici. Ricordi dell'infanzia e dei viaggi in luoghi vicini e lontani hanno ispirato la mia cucina. Voglio trasmettervi un po' di quelle emozioni che sempre mi accompagnano''. Lo chef Alan Foglieni
Il menù è molto dinamico e varia in base alla stagionalità dei prodotti, quindi anche mensilmente potrete trovare delle novità. Pasta fresca fatta in casa, trafilata al bronzo lunga e corta, pasta ripiena, risotti, portate di carne e di pesce, finger food per iniziare una cena, golosi dessert; sono tutte cose sempre presenti in carta.
I piatti simbolo del locale e della cucina di Alan restano invariati, come ad esempio: il piccione bergamasco in tre cotture, la coscia d'anatra laccata al miele, i casoncelli di casa nostra, il viaggio al mare, il risotto alla milanese con ossobuco in gremolada e midollo al forno, il Purple-P (il polpo viola), il Tiramisu 2016 e tanti altri tra cui l'immancabile "Orecchia d'elefante" ovvero la vera cotoletta di vitello alla milanese cotta in burro chiarificato, venduta a peso ed ideale per 2 o più persone.
Inoltre tutti i giovedi sera proponiamo un altro simbolo del "L'8C": il Gran Carrello dei Bolliti. Rispettando la ricetta tradizionale serviamo otto tagli di carne (vitello, manzo, pollame, suino) direttamente al carrello e trinciati in sala davanti ai vostri occhi. In abbinamento troverete le salse della tradizione (salsa verde, bagnetto rosso, rafano, maionese, senape, pomodori verdi e altre), la gustosa Mostarda Cremonese nella versione sia dolce che piccante e contorni di purè di patate, spinaci al burro o verdura di stagione.

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